Gommalacca – Per tanta luminosità.

 
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La gommalacca è una sostanza naturale, biologicamente degradabile e fisiologicamente innocua. È diventata nota con i primi dischi grammofonici, ma viene usata spesso anche nell’industria alimentare. Ad esempio, unita alla cera d’api previene l’essiccazione della frutta.

La gommalacca viene prodotta dal coleottero femmina della gommalacca, presente nell’Asia meridionale. Il coleottero femmina punge l’albero su cui vive, aspira il suo succo e secerne una sostanza resinosa. Per ottenere la gommalacca vengono tagliati i rami avvolti dalla resina, la resina viene poi separata dal legno, viene macinata, lavata e messa ad asciugare al sole. In una seconda fase di pulizia la gommalacca viene fatta disciogliere in alcol, liberata dalle cere, decolorata con carbone attivo e infine viene essiccata in strati di gommalacca.

La produzione della gommalacca è un’operazione molto complessa. Per ottenere un chilo di gommalacca serve la resina di circa 300.000 coleotteri. Tanta fatica che viene però ripagata: per evitare la formazione di grasso (la fuoriuscita di parti grasse sulla superficie del cioccolato), ricopriamo con gommalacca tutte le nocciole del nostro gusto Fondente con Nocciole Intere. Un piccolo dettaglio, che per noi è molto importante.